Qual è una delle più grandi opere in cocciopesto ancora visibili in Italia?

Il Palombaro lungo della città di Matera

Il Palombaro lungo della città di Matera

A Matera c’è una cisterna sotterranea che aiuta a capire il cocciopesto meglio di tante spiegazioni tecniche. Si chiama Palombaro Lungo e si trova sotto Piazza Vittorio Veneto, nel centro della città.

Non è una piccola vasca antica. È un grande serbatoio scavato nella roccia, capace di raccogliere fino a 5 milioni di litri d’acqua. Per una popolazione che viveva in una città costruita in un territorio difficile, dove l’acqua piovana doveva essere conservata con attenzione, una struttura del genere era importantissima.

La parte più interessante, per chi studia i materiali, è il rivestimento interno. Le pareti non potevano semplicemente rimanere scavate nel tufo: avrebbero assorbito e disperso l’acqua. Per questo vennero protette con strati di cocciopesto, una malta ottenuta con calce e laterizio macinato.

Il principio era molto pratico. I frammenti di terracotta, una volta pestati e mescolati alla calce, aiutavano a rendere il rivestimento più compatto e più adatto al contatto continuo con l’acqua. Non era una decorazione, ma una scelta tecnica.

Visitando il Palombaro si vede bene questa differenza. Il cocciopesto non appare come un dettaglio secondario: è il materiale che permetteva alla cisterna di funzionare. Senza un rivestimento impermeabile, una struttura così grande avrebbe perso buona parte della sua utilità.

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