Con quali pigmenti Diego Velázquez dipingeva i suoi ritratti?
Velázquez lavorava con una tavolozza piuttosto sobria. Nei suoi ritratti non dominano i colori accesi, ma grigi, bruni, neri e incarnati costruiti con grande precisione. Per la pelle usava soprattutto ocre gialle e rosse, bianco di piombo e piccole quantità di vermiglione. Le ombre venivano corrette con Terra d’ombra o pigmenti neri, senza farle diventare pesanti.
Il Bianco di piombo era indispensabile. Si vede nei colletti, nei riflessi delle stoffe, nei volti e nelle armature. A volte basta una pennellata chiara sopra un fondo più scuro per far apparire il metallo o la seta. Molti dei grigi tipici di Velázquez non uscivano già pronti dal vasetto. Nascevano mescolando bianco, nero, terre e qualche tocco di colore. È per questo che non sembrano mai freddi o uniformi.
Per i rossi poteva usare vermiglione e lacche trasparenti. L’azzurrite e il Blu oltremare compaiono, ma con meno insistenza rispetto alle terre. Anche il Nero d’ossa aveva il suo peso, soprattutto negli abiti scuri e nei fondi. La sua forza stava proprio qui: pochi pigmenti, molte mescolanze e pennellate che da vicino sembrano quasi libere, ma a distanza diventano pelle, velluto, capelli e luce.



