Come nasceva la tavolozza di Gustav Klimt?

pigmenti preferiti di Gustav Klimt

Klimt non costruiva i suoi quadri soltanto con il colore. Nei fondi e negli abiti inseriva foglia d’oro e d’argento, creando superfici che riflettono la luce e cambiano secondo il punto da cui vengono osservate.

Gli incarnati, invece, restano più quieti. Bianco di zinco, ocre, terre e qualche tono rosato bastavano per dipingere volti e mani senza caricarli troppo. Intorno, la tavolozza diventava più accesa: Blu cobalto, Blu oltremare, verdi intensi, rossi di cadmio e lacche.

Klimt accostava zone dipinte in modo quasi realistico ad altre completamente decorative. Un volto poteva essere modellato con passaggi delicati, mentre l’abito si trasformava in una distesa di cerchi, spirali, quadrati e frammenti dorati.

L’oro non serviva a imitare un oggetto prezioso. Diventava parte vera della pittura, allo stesso livello del blu, del rosso o del verde. Per questo alcune sue opere ricordano mosaici e icone antiche, pur appartenendo pienamente al Novecento.

La sua tavolozza nasceva così: pochi toni morbidi per la figura e colori più netti, insieme ai metalli, per tutto ciò che la circondava.

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