Quali pigmenti illuminavano i dipinti di William Turner?
Osservando un dipinto di William Turner, la prima cosa che colpisce è la luce. Il sole sembra sciogliersi nel cielo, il mare riflette ogni sfumatura e persino la nebbia acquista colore. Per ottenere questi effetti Turner sperimentò molti dei nuovi pigmenti disponibili nel suo tempo.
Tra i gialli utilizzava spesso il Giallo cromo e il Giallo di Napoli, affiancati dalle ocre per le tonalità più calde. Nei cieli e nelle distese d’acqua trovavano spazio il Blu di Prussia e, nelle opere della maturità, il più luminoso Blu cobalto.
Anche i rossi avevano un ruolo importante. Il vermiglione e il Lago cremisi comparivano nei tramonti, nelle nuvole illuminate e nei riflessi, spesso stesi in velature leggere che lasciavano filtrare la luce degli strati sottostanti.
Per le ombre Turner preferiva Terre di Siena, Terre d’ombra e piccole quantità di nero, evitando contrasti troppo marcati. In questo modo l’occhio continuava a percepire una scena piena d’aria, senza zone completamente chiuse.
Alcuni dei pigmenti scelti da Turner erano molto moderni per l’epoca e non tutti hanno resistito allo stesso modo al passare degli anni. Alcuni gialli e rossi, ad esempio, hanno perso parte della loro brillantezza. Nonostante questo, la forza della sua pittura è rimasta intatta: una tavolozza capace di trasformare luce, acqua e cielo nei veri protagonisti del dipinto.


