Quali erano i pigmenti preferiti da Peter Paul Rubens?

Pigmenti preferiti Peter Paul Rubens

Le tele di Peter Paul Rubens sono piene di luce, movimento e colori intensi. Dietro questo effetto non c’era una tavolozza insolita, ma una scelta accurata di pigmenti che il pittore fiammingo conosceva e sfruttava con grande abilità. Più che la quantità dei colori, faceva la differenza il modo in cui li combinava.

Per gli incarnati utilizzava spesso Bianco di piombo, vermiglione, ocre gialle e rosse e sottili lacche trasparenti. Sovrapponendo questi pigmenti riusciva a ottenere una pelle luminosa e ricca di sfumature.

Tra i blu preferiva l’Azzurrite e il prezioso Blu oltremare naturale, ricavato dal lapislazzuli, riservato alle parti più importanti del dipinto. Per i gialli ricorreva al Giallo di piombo-stagno e alle ocre, mentre le Terre di Siena e la Terra d’ombra erano indispensabili per modellare volumi e ombre.

Anche i verdi trovavano spazio grazie alla Malachite e, in alcuni casi, alla mescolanza di pigmenti blu e gialli. Il Nero d’ossa veniva usato con misura, soprattutto per aumentare la profondità senza spegnere la luminosità dell’insieme.

Osservando da vicino le opere di Rubens si scopre che molti colori non sono stesi in un’unica mano. Velature leggere e strati sovrapposti fanno riflettere la luce in modo diverso, dando ai tessuti, agli incarnati e ai cieli quella ricchezza cromatica che ancora oggi rende inconfondibili i suoi dipinti.

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