Perché la Terra di Siena è uno dei pochi pigmenti legati a un territorio preciso?
Se prendiamo un tubetto di blu cobalto o di verde ossido di cromo, il nome ci dice qualcosa sul pigmento ma non sul luogo da cui proviene. Con la Terra di Siena succede l’esatto contrario. Il nome nasce prima del colore.
Per secoli chi acquistava questo pigmento sapeva abbastanza bene da dove arrivasse. Non da una generica cava italiana, ma dalla Toscana meridionale e in particolare dall’area del Monte Amiata. Ancora oggi molti studiosi considerano quella zona la vera patria della Terra di Siena storica.
La cosa curiosa è che il paesaggio che vediamo oggi racconta soltanto una parte della storia. Per capire l’origine di questo pigmento bisogna tornare indietro di centinaia di migliaia di anni, quando attorno all’Amiata esistevano bacini lacustri e un’attività geologica molto diversa da quella attuale.
Con il passare del tempo i minerali ricchi di ferro si accumularono nei sedimenti e iniziarono a trasformarsi lentamente. Da questi depositi nacquero le terre coloranti che avrebbero reso famosa la zona. Non tutte erano uguali. Alcune apparivano più gialle, altre più rossastre, altre ancora tendevano al bruno. Era proprio questa varietà a renderle così ricercate.
Nei secoli successivi il materiale estratto nelle zone di Arcidosso, Santa Fiora e Bagnolo iniziò a viaggiare molto più lontano della maggior parte delle altre terre naturali. Pittori e mercanti europei chiedevano semplicemente “Terra di Siena”, perché quel nome era ormai diventato una garanzia di provenienza oltre che di qualità. Oggi la situazione è diversa. Molti colori commercializzati come Terra di Siena provengono da altri paesi e spesso il nome indica soprattutto una tonalità.



