Perché il cocciopesto era uno dei materiali più versatili dell’antica Roma?
Se oggi troviamo il cocciopesto in così tanti siti archeologici è perché i Romani non lo utilizzavano per una sola funzione. Lo stesso materiale poteva comparire sul pavimento di una casa, sulle pareti di una cisterna o all’interno di un impianto termale.
Nelle abitazioni veniva spesso utilizzato per realizzare pavimentazioni resistenti e relativamente economiche. A Pompei e in molte altre città romane sono ancora visibili superfici di questo tipo, alcune decorate con inserti in marmo o piccole tessere bianche.
Dove entrava in gioco l’acqua, il cocciopesto diventava quasi una presenza obbligata. Cisterne, vasche, fontane, canali e serbatoi richiedevano rivestimenti capaci di resistere all’umidità per lunghi periodi e il cocciopesto si dimostrò particolarmente adatto a questo compito.
Lo stesso valeva per le terme. In strutture dove acqua, vapore e variazioni di temperatura erano presenti ogni giorno, i Romani avevano bisogno di materiali affidabili e durevoli. Ma il cocciopesto non era riservato alle grandi opere pubbliche. Compare anche in magazzini, cortili, ambienti di servizio e numerose costruzioni private.


