Qual è il vero segreto dell’opus signinum?
Se si mescola sabbia alla calce si ottiene una malta. Se al posto della sabbia si utilizza laterizio macinato, il risultato cambia. È da questa differenza che nasce il cocciopesto.
I frammenti di tegole e mattoni non si limitano infatti a occupare spazio all’interno dell’impasto. Le particelle più fini reagiscono lentamente con la calce e contribuiscono alla formazione di nuovi legami minerali.
Per questo motivo la polvere di laterizio è molto più importante dei frammenti più grossi. È proprio nella parte più fine dell’impasto che avviene gran parte della reazione che rende famoso l’opus signinum.
Oggi gli studiosi la chiamano reazione pozzolanica, ma i Romani ne conoscevano già gli effetti pratici. Sapevano che una malta preparata in questo modo si comportava diversamente da una semplice miscela di calce e sabbia.
È probabilmente qui che si trova il vero segreto del cocciopesto. Non nelle cisterne, nei pavimenti o nelle terme che sono arrivati fino a noi, ma nell’incontro tra la calce e il laterizio macinato. È una trasformazione invisibile, eppure è quella che permette al materiale di sviluppare le caratteristiche che lo hanno reso celebre per oltre duemila anni.



