Quali erano i colori più preziosi nell’antica Roma?

Colori di Lusso dell'antica roma

Per un Romano il lusso non si misurava soltanto con il marmo o con l’oro. Bastava guardare una parete o una veste per capire quanto fosse ricco il proprietario. Il prezzo di un colore dipendeva quasi sempre da una cosa: quanto era difficile ottenerlo.

Il cinabro, ad esempio, arrivava soprattutto dalle miniere della Spagna. Era un minerale raro, doveva essere estratto e macinato con attenzione e produceva uno dei rossi più intensi conosciuti nell’antichità.

Per ottenere la porpora di Tiro il lavoro era ancora più lungo. Servivano migliaia di molluschi del genere Murex per ricavare una quantità minima di colorante. Non sorprende che sia diventata il simbolo del potere imperiale.

Anche il blu egizio aveva un valore particolare. Non esisteva in natura: bisognava produrlo artificialmente portando ad alta temperatura sabbia silicea, rame e calce. Era una tecnologia complessa, conosciuta da pochi laboratori.

Accanto ai pigmenti minerali esistevano poi i rossi ottenuti dagli insetti del genere Kermes, utilizzati molto prima dell’arrivo della cocciniglia americana. La maggior parte delle case romane era decorata con ocre, terre rosse e altri pigmenti molto più comuni. I colori davvero preziosi erano pochi, e proprio per questo bastavano piccoli dettagli per far capire il prestigio di un edificio o di chi lo abitava.

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