Perché gli Egizi usavano il Blu Egizio e non il Blu Oltremare?

Blu Egizio decorazione murale

Immaginiamo di dover decorare le pareti di una tomba con centinaia di metri quadrati di pitture. Usare il Blu Oltremare, ricavato dal lapislazzuli, avrebbe richiesto enormi quantità di una delle pietre più rare e costose conosciute nell’antichità.

Per questo gli Egizi seguirono una strada diversa. Svilupparono un pigmento che potevano produrre direttamente nelle loro officine: il Blu Egizio. Una volta macinato, si mescolava facilmente con la calce e con gli altri leganti utilizzati per le decorazioni murali, mantenendo nel tempo un colore intenso.

Il lapislazzuli continuò ad arrivare in Egitto, ma il suo impiego era diverso. Lo troviamo soprattutto in gioielli, intarsi, amuleti e oggetti destinati ai sovrani, dove era la pietra stessa ad avere valore. Le indagini scientifiche eseguite sulle pitture di tombe e templi confermano infatti che il blu delle grandi superfici è quasi sempre Blu Egizio. Il Blu Oltremare ottenuto dal lapislazzuli compare solo in casi eccezionali e non rappresenta il pigmento abituale delle decorazioni murali.

In questo senso il Blu Egizio non era un’alternativa economica al lapislazzuli. Era una soluzione tecnica che permetteva di ottenere lo stesso effetto visivo su larga scala, utilizzando un pigmento creato appositamente per dipingere.

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