Gli antichi Egizi conoscevano e usavano la calce?
Sì, ma non nello stesso modo in cui la useranno più tardi i Romani. Nell’Egitto antico il materiale più diffuso per malte, intonaci e preparazioni murali era spesso il gesso. Lo troviamo nelle piramidi, negli strati di allettamento tra i blocchi, negli intonaci funerari e in molte superfici decorate. Era più facile da lavorare, richiedeva temperature di cottura più basse rispetto alla calce e si adattava bene al clima secco egiziano.
La calce, però, non era sconosciuta. Alcune analisi su malte e intonaci egizi hanno individuato la presenza di calcite, calce carbonatata e miscele calce-gesso, soprattutto in contesti dove i materiali venivano preparati con maggiore complessità. Qui nasce il dibattito.
In alcuni casi è difficile capire se la calcite provenga da vera calce cotta e spenta, oppure da calcare finemente macinato aggiunto all’impasto. Per questo gli studiosi sono prudenti: trovare calcio in una malta non significa automaticamente trovare calce nel senso tecnico del termine. La cosa più corretta è dire che gli Egizi conoscevano materiali a base di calcio e sapevano usarli molto bene, ma il loro sistema costruttivo rimaneva dominato da gesso, fango, limo del Nilo, paglia e pietra.
La calce esisteva, ma non era ancora il grande legante universale che diventerà in altre culture mediterranee. È proprio questa sfumatura a rendere interessante il tema: l’Egitto non ignorava la calce, semplicemente sviluppò una tradizione materiale diversa, più legata al gesso e alle risorse disponibili lungo il Nilo.



