Il segreto del Blu Egizio è andato davvero perduto per secoli?
Sì, per molti secoli.
Il Blu Egizio era nato come una tecnologia raffinata: sabbia silicea, rame, calce, fondente e una cottura controllata. Non bastava conoscere gli ingredienti. Serviva sapere come cuocerli, per quanto tempo, a quale temperatura e con quale equilibrio tra i materiali.
Finché esistevano officine specializzate, questo sapere passava da artigiano ad artigiano. Con la fine del mondo romano, però, molte di queste botteghe scomparvero. La produzione si interruppe lentamente e il Blu Egizio uscì dall’uso.
Nel Medioevo il blu tornò a essere un colore difficile. Per ottenere un blu intenso bisognava affidarsi soprattutto al lapislazzuli, da cui si ricavava il Blu Oltremare, oppure all’azzurrite. Il primo era costosissimo, la seconda meno stabile e spesso meno brillante.
In pratica, dopo aver saputo creare un blu artificiale già nell’antichità, l’Europa perse quella capacità per molti secoli. Solo molto più tardi il blu tornò a essere prodotto in laboratorio: prima con il Blu di Prussia nel Settecento, poi con il Blu di Cobalto e l’Oltremare sintetico.



