Quali colori si usavano durante l’Impero Assiro?
Le grandi città assire non erano fatte soltanto di pietra. Palazzi, rilievi e sale cerimoniali erano molto più colorati di quanto immaginiamo osservando oggi i reperti conservati nei musei. I colori più comuni provenivano da materiali facilmente reperibili: ocre gialle e rosse, bianco di gesso, nero di carbone e diversi pigmenti minerali utilizzati per evidenziare dettagli architettonici e sculture.
Per le opere più importanti comparivano anche colori più preziosi. Il blu, ottenuto da minerali come l’azzurrite o attraverso i contatti con le tradizioni del Vicino Oriente, aveva un forte valore decorativo. Il verde derivava spesso dalla malachite, mentre il cinabro poteva essere impiegato per particolari di grande prestigio.
Le analisi eseguite sui rilievi provenienti da Nimrud, Khorsabad e Ninive hanno mostrato che molte sculture, oggi grigie, erano in origine dipinte. Barbe, vesti, ali dei tori androcefali e dettagli ornamentali erano messi in risalto con colori vivaci che rendevano le scene molto più realistiche.
Per gli Assiri il colore non serviva soltanto ad abbellire un edificio. Era un modo per rendere ancora più imponente l’immagine del re e del suo impero, trasformando palazzi e templi in luoghi capaci di impressionare chiunque vi entrasse.



