Perché i Romani trasportavano la pozzolana per centinaia di chilometri?
La pozzolana pesa. E anche tanto. Per questo può sembrare strano che i Romani decidessero di trasportarla per centinaia di chilometri quando avrebbero potuto utilizzare materiali molto più vicini ai cantieri. La risposta è che non tutte le pozzolane erano uguali.
Quella dei Campi Flegrei, nell’area di Pozzuoli, Baia e Cuma, godeva già nell’antichità di una fama particolare. Vitruvio racconta che queste terre vulcaniche, mescolate alla calce, permettevano di costruire opere capaci di consolidarsi perfino a contatto con l’acqua del mare.
Oggi sappiamo che quella reputazione non nasceva per caso. Le ricerche mineralogiche hanno dimostrato che la pozzolana flegrea contiene una quantità particolarmente elevata di componenti reattivi, capaci di sviluppare malte molto resistenti e durevoli.
Esistevano altre pozzolane, naturalmente. I Romani le utilizzavano in molte regioni dell’Impero. Quando però si trattava di realizzare porti, moli o grandi opere idrauliche, quella proveniente dai Campi Flegrei era spesso la più ricercata. Trasportare una terra vulcanica per centinaia di chilometri aveva quindi un costo enorme.



