Quali colori caratterizzavano l’Impero Ottomano?
Se c’è un colore che identifica l’arte ottomana, è il blu. Basta osservare le ceramiche di İznik, le decorazioni delle grandi moschee o molti manoscritti miniati per capire quanto questa tonalità fosse presente. Dal blu intenso del cobalto fino al turchese, gli artigiani ottomani costruirono un linguaggio decorativo riconoscibile ancora oggi.
Accanto al blu comparivano spesso il verde, simbolo profondamente legato alla tradizione islamica, il bianco degli smalti, il nero usato nei contorni e un rosso brillante che, dal XVI secolo, rese celebri le manifatture di İznik.
Naturalmente non mancavano le terre naturali. Ocre, rossi minerali e pigmenti ricavati da materiali locali continuavano a essere impiegati per molte decorazioni e pitture, ma l’immagine che l’Impero Ottomano ha lasciato nella storia è soprattutto quella delle sue superfici rivestite di ceramiche colorate.
Per questo, quando pensiamo ai colori ottomani, non dobbiamo immaginare soltanto dei pigmenti. Dobbiamo pensare a edifici dove luce, smalti e ceramica lavoravano insieme per creare un effetto che ancora oggi rimane uno dei simboli dell’arte islamica


