La gomma arabica era già usata come legante nell’antico Egitto?
Sì, e probabilmente più spesso di quanto si immagini. Gli Egizi la ricavavano da alcune specie di acacia diffuse lungo la valle del Nilo. Sciolta in acqua, diventava un legante naturale capace di tenere uniti i pigmenti e facilitarne l’applicazione su superfici come legno, papiro, gesso e intonaci asciutti.
La sua funzione era semplice: non dava colore, ma permetteva al colore di aderire meglio. Per questo la ritroviamo in numerose analisi condotte su pitture e manufatti egizi, insieme a pigmenti minerali come il Blu Egizio, le ocre e le terre rosse. Era un materiale facilmente reperibile, stabile e compatibile con gli altri ingredienti utilizzati dagli artigiani dell’epoca.
La cosa curiosa è che, dopo migliaia di anni, la gomma arabica continua a essere impiegata nelle tecniche artistiche tradizionali e sta tornando anche in alcune pitture naturali per la bioedilizia. Non perché sia una novità, ma perché le sue caratteristiche erano già state comprese molto tempo fa. In fondo gli Egizi avevano intuito un principio ancora attuale: quando i materiali sono semplici e lavorano bene insieme, spesso non c’è bisogno di sostituirli.



