Quali colori si usavano nell’antico Impero Persiano?
Un artigiano che lavorava a Persepoli aveva a disposizione terre gialle, terre rosse, pigmenti neri ottenuti dal carbone, bianchi a base di gesso e diversi minerali verdi. Erano i colori impiegati ogni giorno nei cantieri e nelle decorazioni.
Per i materiali più preziosi, invece, entrava in gioco il commercio. Il lapislazzuli, arrivato dalle montagne dell’attuale Afghanistan, era conosciuto e molto apprezzato, ma il suo valore lo rendeva adatto soprattutto a oggetti di lusso, intarsi e gioielli.
Le grandi residenze reali offrivano però qualcosa che ancora oggi colpisce gli archeologi: enormi superfici rivestite con mattoni invetriati dai colori intensi. Blu, verde, bianco e giallo trasformavano pareti e portali in composizioni luminose che dovevano apparire molto diverse dalle rovine color pietra che vediamo oggi.
Per questo immaginare la Persia come un mondo fatto solo di pietra è un errore. Chi entrava nelle capitali dell’impero trovava edifici dove il colore aveva un ruolo fondamentale e contribuiva a rappresentare la ricchezza e il prestigio del sovrano.



