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Dentro Le Vernici: Imparare A Leggere La Lista Degli Ingredienti

Quello che Mangiamo lo Leggiamo. E Quello che Respiriamo?

Quando compriamo qualcosa da mangiare, ormai quasi tutti giriamo la confezione e guardiamo gli ingredienti. È diventata un’abitudine. C’è chi guarda lo zucchero, chi i conservanti, chi l’origine delle materie prime. Non è sempre stato così, ma negli ultimi anni è cambiato molto il modo in cui scegliamo il cibo. Con le vernici, invece, questa cosa non succede quasi mai. Si guarda il colore, se è lavabile, quanto costa, quanta superficie copre. Ma quasi nessuno si chiede cosa c’è dentro quella pittura che finirà su tutte le pareti di casa. Eppure le pareti sono la superficie più grande che abbiamo intorno ogni giorno, e quello che c’è dentro la vernice rimane in casa per anni. Forse dovremmo iniziare a fare con le vernici quello che abbiamo imparato a fare con il cibo: leggere gli ingredienti, capire cosa stiamo usando, fare scelte un po’ più consapevoli. Non serve diventare chimici, basta iniziare a farsi qualche domanda in più.

Imparare dalla Cultura Alimentare

Se torniamo indietro di qualche decennio, quasi nessuno leggeva le etichette degli alimenti. Si comprava quello che si trovava al supermercato e basta. Poi, piano piano, sono iniziati i discorsi sugli additivi, sui conservanti, sui coloranti, sugli aromi artificiali. All’inizio sembrava un argomento per pochi, poi è diventato un tema molto più diffuso. Negli ultimi venti o trent’anni il cibo è diventato sempre più industriale: prodotti pronti, cibi confezionati, ingredienti che non esistevano nelle cucine di una volta. Questo ha portato anche a una maggiore attenzione da parte delle persone. Si è iniziato a parlare di ingredienti semplici, di prodotti meno lavorati, di filiera, di biologico. Sono cambiate anche le leggi, che hanno reso obbligatorio scrivere tutto in etichetta.

Vernici e Ingredienti

Oggi è normale prendere un prodotto e leggere cosa contiene. Se vediamo una lista ingredienti lunghissima, con nomi strani che non capiamo, qualche domanda ce la facciamo. Se invece troviamo pochi ingredienti, magari che conosciamo, ci sentiamo più tranquilli. È diventato un modo diverso di scegliere. Con le vernici siamo ancora un po’ indietro, ma probabilmente succederà la stessa cosa. Per anni le pitture sono state scelte solo per il colore e per la lavabilità, senza pensare troppo alla composizione. Adesso però si inizia a parlare di VOC, di emissioni, di qualità dell’aria interna, di materiali naturali. Sempre più persone capiscono che quello che respiriamo tutti i giorni dentro casa è importante tanto quanto quello che mangiamo. Forse tra qualche anno sarà normale entrare in un negozio di vernici e chiedere non solo il colore, ma anche la lista degli ingredienti. E sarà una cosa del tutto normale, come oggi succede con il cibo.

Non Guardare Solo La Prestazione

Se continuiamo il paragone con il cibo, la situazione delle vernici è molto simile. Se scegliamo un alimento solo perché è buono, ha un bel colore e una bella confezione, stiamo guardando solo l’apparenza. Sul momento magari siamo soddisfatti, ma poi dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo mangiato davvero: ingredienti troppo lavorati, additivi, conservanti, zuccheri nascosti. Le conseguenze non si vedono subito, ma nel tempo si sentono. Con le vernici succede qualcosa di molto simile. Spesso si sceglie una pittura perché copre bene, è molto bianca, è super lavabile, costa poco o ha un colore molto bello. Tutte cose giuste, ma sono solo una parte della storia. La parete viene bella subito, il risultato è pulito, uniforme, magari anche molto resistente. Ma la domanda è: cosa c’è dentro quella vernice che rimarrà sulle pareti per anni?

Contenuto delle vernici industriali

Un po’ come nel cibo, molte vernici industriali contengono sostanze che non servono tanto alla parete, ma servono al prodotto per avere prestazioni migliori: più copertura, più resistenza, più conservabilità nel secchio, tempi di asciugatura controllati. Dal punto di vista tecnico funzionano molto bene, ma questo non significa che siano la scelta migliore per l’ambiente in cui viviamo tutti i giorni.Tra le sostanze più discusse negli ultimi anni ci sono, ad esempio, la formaldeide, alcuni conservanti, solventi, glicoli, plastificanti e vari composti organici volatili. Sono componenti che in piccole quantità sono ammessi e utilizzati in molte pitture, ma che possono contribuire all’inquinamento dell’aria interna, soprattutto in ambienti molto isolati dove l’aria cambia lentamente.

Queste sostanze non vengono inserite nella pittura per caso: servono a migliorare alcune prestazioni del prodotto, un po’ come succede con gli additivi alimentari che servono a conservare più a lungo, a migliorare il colore, la consistenza o il sapore. Il problema è che, come nel cibo, anche nelle vernici a volte si guarda solo al risultato immediato e non a quello che succede nel tempo. Una parete può essere perfettamente bianca, liscia e lavabile, ma se è stata realizzata con una pittura molto sintetica diventa una superficie plastica che non traspira e che può rilasciare nel tempo piccole quantità di sostanze nell’aria. In una casa molto isolata, dove si passa gran parte del tempo, questo aspetto diventa più importante di quanto si pensi. L’idea non è demonizzare tutte le pitture industriali, ma iniziare a ragionare in modo diverso: non scegliere una vernice solo perché “viene bene”, ma anche perché sappiamo cosa contiene. Un po’ come quando scegliamo cosa mangiare: non guardiamo solo se è buono, ma anche da cosa è fatto.

Come Leggere Le Etichette Delle Vernici

Se c’è una cosa che possiamo davvero imparare dal mondo dell’alimentazione è questa: leggere cosa c’è dentro i prodotti. Sembra una cosa banale, ma fino a qualche anno fa quasi nessuno lo faceva. Oggi invece è normale girare una confezione e guardare gli ingredienti, anche solo per curiosità. Con le vernici questa abitudine non c’è ancora, però piano piano sta iniziando. Sempre più persone chiedono cosa c’è dentro una pittura, se contiene solventi, se è traspirante, se è naturale, se rilascia emissioni. Sono domande che fino a pochi anni fa non faceva quasi nessuno

Etichette delle vernici

Nel caso delle vernici, leggere la composizione significa cercare di capire quali sono i componenti principali: se si parla di calce, argilla, silicato, caseina, oli vegetali, farine di marmo, terre naturali, siamo di fronte a prodotti con una base minerale o naturale. Se invece la composizione è basata soprattutto su resine acriliche, viniliche, additivi, conservanti e sigle chimiche difficili da interpretare, è molto probabile che si tratti di pitture sintetiche.

Un altro aspetto interessante, sempre prendendo esempio dal mondo del cibo, è la filiera. Oggi, quando compriamo un alimento, sempre più spesso ci chiediamo da dove arriva, chi lo produce, come viene fatto, se è un’azienda industriale enorme o un produttore più piccolo e specializzato. Lo stesso ragionamento si può fare anche con le vernici. Chiedersi:

  • dove viene prodotto questo materiale
  • che tipo di azienda lo produce
  • che filosofia ha il produttore
  • se usa materie prime naturali o petrolchimiche
  • se dichiara chiaramente la composizione
  • se parla di traspirabilità, emissioni, materie prime

sono tutte domande che stanno diventando sempre più normali anche nel mondo dell’edilizia e delle finiture. Negli ultimi anni anche le normative stanno cambiando. Si parla sempre più di emissioni VOC, di qualità dell’aria interna, di materiali salubri, di certificazioni ambientali. Alcune sostanze che in passato venivano utilizzate senza particolari problemi oggi sono sempre più controllate o limitate, proprio perché si è capito che passiamo la maggior parte del tempo in ambienti chiusi e che l’aria interna è molto importante per il benessere delle persone.

Probabilmente succederà quello che è già successo con l’alimentazione: all’inizio sono pochi a fare attenzione, poi piano piano diventa una sensibilità diffusa. Si iniziano a preferire prodotti più semplici, più trasparenti, con materie prime migliori e con una filiera più chiara.  Alla fine il concetto è molto semplice: così come abbiamo imparato a leggere cosa mangiamo, dovremmo iniziare a leggere anche cosa respiriamo. Le vernici fanno parte della casa in cui viviamo ogni giorno, e sapere cosa contengono è il primo passo per scegliere in modo più consapevole.

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