Colorare la calce con le terre naturali è uno dei sistemi più semplici e antichi per ottenere finiture minerali dai toni morbidi e naturali. Ocra, terre rosse, terre d’ombra e terre verdi si legano bene con la calce e, se dosate correttamente, permettono di ottenere colori molto stabili. La cosa importante è capire quando e come aggiungere il pigmento, perché il metodo cambia a seconda del materiale che abbiamo davanti.
Si può lavorare partendo da una calce già idratata, quindi pronta all’uso, oppure da una calce in polvere che deve ancora essere impastata con acqua. Nel primo caso avremo una consistenza più densa per marmorini e tonachini oppure più fluida per le pitture a calce. Nel secondo, invece, possiamo preparare prima le terre con l’acqua e utilizzare quella dispersione colorata durante l’impasto. In entrambi i casi il principio è lo stesso: il pigmento deve essere ben distribuito e senza grumi. E soprattutto bisogna ricordare che la calce schiarisce molto il colore, quindi il risultato vero si vede solo quando il campione è completamente asciutto.
Colorare una calce già idratata
Prima di iniziare conviene sempre fare una piccola prova colore, pesando con precisione sia la calce sia la quantità di terra utilizzata. Ogni pigmento ha un potere colorante diverso e la calce, asciugando, tende a schiarire molto il tono. Per questo è utile annotare sempre le dosi e valutare il risultato solo quando il campione è completamente asciutto.
Quando la calce è già pronta, il sistema più semplice consiste nel preparare prima il pigmento separatamente. La terra naturale può essere bagnata con una piccola quantità d’acqua e lavorata fino a ottenere una pasta morbida e uniforme. In questo modo si eliminano più facilmente eventuali grumi e il colore si distribuisce meglio nella massa. Questa pasta pigmentata viene poi aggiunta poco alla volta alla calce, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Con un marmorino o un tonachino, dove il materiale è più denso, bisogna fare attenzione a non aggiungere troppa acqua insieme al pigmento, perché si rischia di cambiare la consistenza dell’impasto. Aggiungere direttamente la terra asciutta dentro una calce già pronta è possibile, ma è più facile che si formino piccoli grumi o zone di colore non perfettamente omogenee.
Nelle pitture a calce, invece, la maggiore presenza d’acqua rende la dispersione del pigmento più facile, ma resta comunque importante mescolare molto bene per ottenere un colore uniforme. Per questo, soprattutto quando si cerca un risultato preciso e ripetibile, è meglio bagnare prima la terra e incorporarla gradualmente. Il dosaggio va sempre fatto a peso e annotato. Anche piccole differenze nella quantità di pigmento possono cambiare parecchio il risultato finale, soprattutto nelle tonalità più chiare.
Preparare le terre naturali prima dell’impasto
Quando si parte da una calce in polvere o da un prodotto a base di calce da impastare, si può fare il contrario: preparare prima il colore nell’acqua e usare poi quell’acqua per l’impasto. La terra viene quindi pesata, versata nell’acqua e mescolata bene fino a ottenere una dispersione uniforme, senza depositi duri o grumi. Solo a quel punto si aggiunge la calce in polvere, seguendo le proporzioni previste dalla ricetta. Questo sistema ha un vantaggio importante: il pigmento entra nell’impasto fin dall’inizio e tende a distribuirsi in modo molto omogeneo.
Bisogna però fare attenzione a un aspetto fondamentale: l’acqua usata per sciogliere o disperdere la terra fa parte dell’acqua totale dell’impasto. Non va quindi aggiunta “in più”, soprattutto nei marmorini e nei tonachini, dove una variazione eccessiva dell’acqua può cambiare la consistenza, la lavorabilità e anche il comportamento finale della finitura. Nelle pitture a calce il margine è maggiore, perché il prodotto è naturalmente più fluido, ma anche qui è meglio lavorare sempre con dosaggi precisi.
Il colore vero si vede da asciutto
Quando si colora la calce con le terre naturali, il campione è quasi indispensabile. Una piccola prova permette di capire quanto la calce schiarirà il pigmento e se la tonalità ottenuta è realmente quella desiderata. Solo dopo l’asciugatura completa si può decidere se aumentare o diminuire la quantità di terra. Per poter rifare lo stesso colore in futuro, è utile annotare sempre peso della calce, quantità d’acqua e grammi di pigmento utilizzati. È un metodo semplice, ma molto più sicuro del lavorare a occhio. Con la calce, infatti, il colore cambia mentre asciuga e ogni terra ha un potere colorante diverso. La regola più utile resta quindi una sola: preparare, provare, lasciare asciugare e solo dopo correggere il dosaggio.




