Esistono norme sui VOC nelle pitture?
Sì, i VOC nelle pitture sono regolamentati. In Europa esiste una norma specifica, la Direttiva 2004/42/CE, nata proprio per limitare le emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi in pitture, vernici e prodotti simili. Non tutte le pitture possono contenere la stessa quantità di VOC: i limiti cambiano in base al tipo di prodotto e all’uso previsto. Una pittura murale per interni, per esempio, non viene trattata come uno smalto o come una vernice per carrozzeria.
Poi c’è tutto il discorso dell’etichettatura. Il regolamento CLP serve a classificare ed etichettare le sostanze chimiche e le miscele pericolose, con simboli, frasi di rischio e indicazioni di sicurezza. Anche una pittura all’acqua, se contiene certi componenti, deve dichiararli nel modo corretto. Questo però non significa che una pittura “a norma” sia automaticamente la scelta migliore per una casa sana. La legge stabilisce dei limiti. Non sempre racconta tutto quello che succede nell’aria di una stanza dopo l’applicazione.
Per questo, quando si parla di bioedilizia, bisogna andare oltre il minimo obbligatorio. Guardare la scheda tecnica, la scheda di sicurezza, il valore VOC dichiarato, le certificazioni sulle emissioni indoor e, nei lavori pubblici, anche i requisiti dei CAM. Una pittura può rispettare la normativa e avere comunque una formulazione poco interessante per una camera da letto, una scuola, uno studio medico o una casa molto chiusa.


