La fotocatalisi della vernice fotocatalitica può migliorare l’aria dentro casa?
Sì, può aiutare. Però bisogna capire bene in quale misura. Una pittura fotocatalitica contiene sostanze minerali, spesso a base di biossido di titanio, che si attivano con la luce. Quando la superficie riceve luce adatta, può favorire la degradazione di alcune sostanze presenti nell’aria o depositate sulla parete: odori, composti organici volatili, sporco organico leggero, ossidi di azoto.
Il principio è interessante, perché la parete non resta solo una superficie colorata. Diventa una superficie attiva. Detto questo, non bisogna immaginare che una pittura fotocatalitica trasformi da sola una stanza chiusa in un ambiente sano. Funziona sulla superficie esposta alla luce. Se la stanza è buia, poco ventilata, piena di umidità, muffa, mobili nuovi che rilasciano sostanze, o materiali molto emissivi, il suo effetto sarà limitato.
La fotocatalisi può essere utile soprattutto come parte di un insieme: pitture a basse emissioni, buon ricambio d’aria, materiali non troppo carichi di sostanze sintetiche, pareti asciutte e pulite. In queste condizioni può contribuire a ridurre alcuni inquinanti e a mantenere l’aria più leggera.
Va anche detto che non tutte le pitture fotocatalitiche sono uguali. Conta il tipo di principio attivo, la quantità presente, la luce disponibile, la superficie trattata e le prove fatte dal produttore. Quindi sì, può migliorare la qualità dell’aria indoor. Ma non è una scorciatoia. È un aiuto tecnico, non un sostituto della ventilazione e della scelta corretta dei materiali.


