Cosa evitare nel contenuto della vernice se si soffre di sensibilità respiratorie?

vernici per sensibilità respiratorie

Per chi ha una sensibilità respiratoria, una pittura non va scelta solo dal colore o dalla scritta “lavabile”. Bisogna guardare cosa contiene. O meglio, cosa sarebbe meglio non contenesse.

La prima attenzione va ai solventi e ai composti volatili. Anche quando l’odore sembra sparire dopo qualche giorno, alcune sostanze possono continuare a essere rilasciate nell’aria. In una camera da letto, in uno studio o in una casa poco ventilata, questo può diventare fastidioso.

Poi ci sono sostanze come formaldeide, glicoli, coalescenti, profumazioni aggiunte, conservanti e biocidi. Spesso sono presenti in piccole quantità, ma per una persona sensibile possono bastare. Una pittura antimuffa molto trattata, per esempio, non è sempre la scelta più adatta per chi cerca un ambiente più respirabile.

Anche le resine acriliche e viniliche meritano attenzione. Non vuol dire che siano sempre pericolose, ma formano una pellicola più chiusa sulla parete e appartengono al mondo delle pitture sintetiche. In alcuni ambienti possono funzionare bene, ma non sono la prima scelta quando si cerca una finitura naturale, minerale e a basse emissioni.

In questi casi conviene orientarsi verso pitture con formulazioni semplici: calce, silicati, argilla, caseina, oppure resine vegetali molto pulite e ben dichiarate. La cosa più importante resta leggere la scheda tecnica, non fidarsi solo delle parole sul barattolo. “Ecologica”, “green” o “senza odore” non bastano. Per chi respira male, la pittura giusta deve essere povera di sostanze inutili, non solo bella da vedere.

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