Che cos‘è una pittura vegana e che filosofia c’è dietro?
Una pittura vegana è una pittura formulata senza ingredienti di origine animale. Può sembrare un discorso strano, perché quando pensiamo a una vernice immaginiamo calce, pigmenti, resine, acqua, polveri minerali. Però nella storia delle pitture e delle finiture sono stati usati spesso materiali animali: caseina del latte, colle animali, cera d’api, gommalacca, a volte additivi o componenti meno evidenti.
Una pittura vegana cerca di evitare tutto questo. Il legante, gli additivi, le cere, gli stabilizzanti e gli eventuali componenti ausiliari devono provenire da fonti minerali, vegetali o sintetiche compatibili con quella scelta. La filosofia non riguarda solo la parete. Riguarda il modo di pensare il prodotto: non usare materie prime animali, ridurre lo sfruttamento, scegliere ingredienti più coerenti con una certa idea di rispetto verso gli esseri viventi.
Questo però va detto con onestà: vegano non significa automaticamente naturale, sano o traspirante. Una pittura può essere vegana e contenere comunque resine sintetiche, conservanti, additivi o sostanze poco interessanti per la bioedilizia. Allo stesso modo, una pittura alla caseina può essere molto naturale, ma non vegana, perché deriva dal latte. Per questo bisogna leggere bene le schede e non fermarsi alla parola sul barattolo. Una buona pittura vegana, per avere senso in una casa sana, dovrebbe unire più cose: assenza di derivati animali, basse emissioni, ingredienti chiari, buona traspirabilità e compatibilità con il supporto.



