Quali tonalità raccontano meglio la città di Napoli?
Napoli si riconosce prima di tutto dai colori caldi. Il giallo del tufo è forse il più importante. Non è solo una tinta di facciata, ma una materia vera della città. Lo trovi nei palazzi antichi, nei cortili, nei muri consumati, nelle pietre che prendono luce e cambiano tono durante il giorno.
Accanto al tufo ci sono gli intonaci a calce, spesso chiari, a volte rosati, a volte più ocra. L’aria del mare li consuma, li vela, li rende meno uniformi. Per questo Napoli non ha mai un colore piatto. Anche una facciata semplice può avere dentro gialli, grigi caldi, rosa spenti e ombre brune. Poi arrivano le terre vulcaniche. Il Vesuvio, i Campi Flegrei, le pozzolane e le sabbie scure hanno lasciato una presenza forte: rossi bruciati, bruni, aranci sporchi, toni minerali profondi.
E naturalmente c’è il blu. Il mare, le maioliche, certe ceramiche, i pavimenti antichi, le vedute. Non sempre è sulle pareti, ma entra nella memoria della città. Napoli è fatta di tufo, calce, terre vulcaniche e luce marina. Una tavolozza viva, irregolare, impossibile da rendere con un solo colore.



