Quali materiali naturali possono garantire un buon isolamento termico in bioedilizia?
Alcuni materiali naturali isolano molto bene, solo che lavorano in modo diverso dai pannelli sintetici più comuni.
Il sughero, per esempio, è leggero, resistente all’umidità e dura molto nel tempo. Viene usato sia nei cappotti esterni sia negli interni, soprattutto quando si cerca un materiale stabile e non derivato dal petrolio.
La paglia può sembrare povera, ma in edilizia è tutt’altro che debole. Pressata bene, dentro una parete corretta, offre un buon isolamento termico e anche una buona capacità di trattenere il calore. Non è il materiale improvvisato delle case di campagna: oggi esistono sistemi costruttivi seri, con prove e certificazioni.
La canapa è interessante perché unisce isolamento, traspirazione e leggerezza. Nei pannelli o nella calce-canapa aiuta a regolare l’umidità e rende la parete più viva, meno chiusa.
Negli ultimi anni si parla anche di micelio, cioè la parte vegetativa dei funghi. È un materiale ancora più recente, ma molto studiato perché può crescere su scarti agricoli e diventare un isolante leggero.
Il punto non è dire che naturale sia sempre meglio. Dipende dal progetto, dal clima, dal muro, dallo spessore disponibile e dalla posa. Però una casa può raggiungere un ottimo isolamento termico anche con materiali naturali, senza per forza chiudersi dentro strati sintetici e poco traspiranti.



