Quali pigmenti davano vita ai dipinti di Sandro Botticelli?

Pigmenti preferiti Sandro Botticelli

La pittura di Sandro Botticelli è ricordata per i colori limpidi e per la leggerezza delle figure. Dietro quell’apparente semplicità c’era una tavolozza costruita con pigmenti naturali che i pittori del Quattrocento conoscevano bene. Era il modo di combinarli a rendere ogni scena così armoniosa.

Le ocre gialle e rosse erano presenti negli incarnati, nei capelli e negli elementi architettonici. Per le ombre Botticelli utilizzava terre brune, come la Terra d’ombra, capaci di modellare le figure senza creare contrasti troppo duri.

Gli azzurri avevano un ruolo importante. L’azzurrite era impiegata con una certa frequenza, mentre il prezioso Blu oltremare naturale, ricavato dal lapislazzuli, veniva riservato ai particolari più importanti e alle opere di maggiore prestigio. Il suo costo era così elevato da essere spesso indicato nei contratti di commissione.

Tra i rossi trovavano spazio il cinabro e le lacche, utilizzate per le vesti e per piccoli dettagli ricchi di colore. Il bianco di piombo serviva a schiarire le mescolanze e a creare riflessi delicati, mentre il nero carbone completava la tavolozza nelle parti più scure.

Botticelli lavorava con pigmenti comuni ai grandi maestri del Rinascimento. La differenza stava nell’equilibrio: pochi colori, ben dosati, capaci di dare ai suoi dipinti quella luminosità e quella grazia che ancora oggi li rendono immediatamente riconoscibili.

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