Quali colori scelse Michelangelo per i suoi affreschi?
Michelangelo lavorava con una tavolozza adatta soprattutto all’intonaco fresco. Non poteva scegliere i pigmenti soltanto per la loro bellezza: dovevano sopportare la calce, asciugare bene e restare leggibili anche sulle grandi superfici.
Le ocre gialle e rosse erano tra i colori più utili. Entravano negli incarnati, nelle vesti, nei capelli e nelle parti architettoniche. La Terra verde serviva spesso come base nei volti, mentre le terre più scure aiutavano a costruire le ombre senza appesantirle troppo.
Il bianco non era sempre un colore aggiunto. Molte volte era la stessa calce dell’intonaco a dare luce alle figure. Per i neri si usavano pigmenti carboniosi, semplici ma efficaci, adatti ai contorni e alle zone più profonde.
Con gli azzurri il lavoro diventava più delicato. L’azzurrite era abbastanza comune, mentre il Blu oltremare naturale, ricavato dal lapislazzuli, costava molto di più. Non veniva sprecato e spesso si applicava dopo, sull’intonaco asciutto. Anche il cinabro poteva essere usato nelle parti rosse più vive, ma non sempre direttamente a fresco. Alcuni colori richiedevano ritocchi successivi.



