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  • L'Architettura Sostenibile in Egitto

Architettura Sostenibile in Egitto: un’Analisi Storica

Le Tecniche Costruttive dell’Antico Egitto e la Bioedilizia Moderna

Nel 2025 Sara Alansary della Ain Shams University e Dalia Abdelfattah della Al Yamamah University hanno pubblicato la ricerca “Sustainable Architecture in Egypt: A Historical Analysis”, uno studio dedicato al rapporto tra architettura egiziana storica e criteri contemporanei di sostenibilità ambientale. Il lavoro prende in esame diversi elementi dell’edilizia tradizionale egiziana cercando di capire come materiali, forma degli edifici e organizzazione degli spazi riuscissero a rispondere alle condizioni climatiche del territorio. Più che concentrarsi sui singoli monumenti, la ricerca osserva il comportamento generale delle costruzioni storiche nel clima caldo e arido dell’Egitto. Lo studio mette in relazione adobe, pietra calcarea, massa muraria e ventilazione naturale con alcuni parametri oggi utilizzati nelle certificazioni energetiche moderne, soprattutto per quanto riguarda il controllo termico passivo e l’utilizzo di materiali locali.

Adobe, Pietra e Controllo del Calore

Cosa E’ Emerso Dallo Studio

Dalla ricerca emerge che gran parte dell’architettura tradizionale egiziana si basava su materiali direttamente disponibili nelle aree circostanti. Terra del Nilo, pietra calcarea e leganti minerali permettevano di costruire senza processi industriali particolarmente complessi, ma soprattutto creavano edifici molto adatti alle condizioni climatiche locali. Gli autori si soffermano in particolare sulle murature in adobe. Le pareti in terra cruda, spesso molto spesse, rallentavano l’ingresso del calore durante le ore più calde della giornata e contribuivano a mantenere temperature interne più stabili. Lo studio collega questo comportamento alla grande massa termica delle murature, caratteristica che oggi viene ancora considerata importante nell’architettura passiva.

Antiche colonne egizie

Anche la disposizione degli ambienti aveva un ruolo preciso. Cortili interni, aperture ridotte e ombreggiamenti limitavano l’esposizione diretta al sole e favorivano la circolazione naturale dell’aria. Secondo la ricerca, molte di queste soluzioni mostrano un adattamento molto stretto tra architettura e ambiente desertico. Gli autori osservano inoltre che diversi principi presenti nell’edilizia storica egiziana coincidono con alcuni obiettivi della progettazione sostenibile contemporanea, soprattutto per quanto riguarda riduzione dell’energia necessaria al raffrescamento, utilizzo di materiali locali e durabilità delle strutture nel tempo.

Ventilazione, Orientamento e Materiali

I Dettagli Più Interessanti della Ricerca

Una delle parti più interessanti dello studio riguarda il confronto diretto tra alcuni principi dell’architettura storica egiziana e i moderni sistemi di valutazione ambientale come LEED, DGNB e Green Pyramid Rating System. Gli autori spiegano che molte soluzioni tradizionali nate per necessità climatica finiscono oggi per coincidere con criteri considerati “sostenibili” nell’edilizia contemporanea. La ricerca insiste molto sul ruolo dell’orientamento degli edifici. In diverse architetture tradizionali egiziane la disposizione delle aperture e delle pareti cercava di limitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, sfruttando invece ombra e ventilazione naturale per migliorare il comfort interno.

  • Molto interessante anche il discorso sulla ventilazione passiva. Lo studio ricorda come cortili interni, vicoli stretti e distribuzione compatta degli edifici aiutassero a creare correnti d’aria e zone ombreggiate capaci di ridurre naturalmente la temperatura percepita. In pratica una parte del controllo climatico veniva affidata direttamente alla forma urbana e non a sistemi meccanici.
  • Gli autori dedicano inoltre alcune riflessioni ai materiali minerali tradizionali. Adobe e pietra calcarea non vengono analizzati soltanto come materiali storici, ma anche per la loro capacità di accumulare lentamente il calore e rilasciarlo gradualmente nel tempo. La ricerca sottolinea che questo comportamento riduceva gli sbalzi termici interni, soprattutto nel passaggio tra giorno e notte tipico del clima desertico.
  • Un altro punto interessante dello studio riguarda la durata delle costruzioni storiche. Gli autori osservano che molte architetture antiche egiziane sono sopravvissute per secoli o millenni utilizzando materiali locali relativamente semplici, mentre una parte consistente dell’edilizia contemporanea dipende invece da sistemi molto più complessi, energivori e difficili da mantenere nel lungo periodo.

La ricerca non sostiene che l’architettura antica possa sostituire direttamente le tecnologie moderne, ma propone piuttosto di osservare alcuni principi tradizionali (adattamento climatico, uso dei materiali locali, ventilazione naturale e massa termica) come possibili riferimenti per sviluppare edifici più compatibili con l’ambiente e meno dipendenti dal consumo energetico continuo.

Antica Architettura Egizia

Dall’Edilizia Antica alle Ricerche sul Costruire del Futuro

Nelle conclusioni della ricerca emerge anche un aspetto più ampio che oggi sta coinvolgendo sempre più studi internazionali dedicati ai materiali storici e all’architettura antica. Per molti anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle tecniche romane come la pozzolana e il cocciopesto considerate tra le più avanzate del mondo antico. Negli ultimi tempi però anche l’edilizia egizia sta iniziando ad essere studiata in modo molto più approfondito attraverso strumenti digitali, analisi archeometriche e simulazioni climatiche. La ricerca mostra infatti come materiali apparentemente semplici come adobe, pietra calcarea, gesso e leganti minerali nascondano in realtà sistemi costruttivi molto evoluti, sviluppati in stretta relazione con il clima e con le risorse disponibili sul territorio.

Gli autori sottolineano indirettamente anche un altro aspetto interessante: molte tecnologie considerate oggi innovative (ventilazione passiva, massa termica, riduzione dei consumi energetici, utilizzo di materiali locali) erano già presenti in forme diverse nelle architetture storiche del Nord Africa e del Medio Oriente. Ed è probabilmente proprio questo il motivo per cui ricerche come questa stanno diventando sempre più importanti. Non soltanto per comprendere il passato, ma perché l’edilizia antica sta iniziando a offrire dati concreti e soluzioni reali anche alle ricerche contemporanee sulla sostenibilità, sulla bioedilizia e sui materiali minerali del futuro.

FONTI: journal.iccaua.com (pdf)

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