Perché il tonachino si applica a frattazzo e non a pennello?
Il tonachino è molto più denso di una pittura e contiene cariche minerali e inerti che devono essere distribuiti sulla parete con un certo spessore. Per questo il pennello non è lo strumento adatto: non riuscirebbe a stendere il materiale in modo regolare né a lavorarne correttamente la superficie.
Con il frattazzo o la spatola si può invece depositare il prodotto, controllarne lo spessore e compattarlo mentre viene steso. Il gesto dell’applicatore incide direttamente sull’aspetto finale: pressione, inclinazione dell’attrezzo e direzione dei passaggi possono lasciare una superficie più liscia, più mossa o più materica.
Conta molto anche il momento in cui il tonachino viene lavorato. Quando comincia a perdere acqua e a “tirare”, si può tornare sulla parete con il frattazzo per chiudere maggiormente la superficie oppure creare una determinata finitura. È una lavorazione che richiede un po’ di manualità, perché intervenire troppo presto o troppo tardi cambia il risultato.
Il frattazzo, quindi, non serve soltanto a stendere il tonachino. È lo strumento con cui si costruisce davvero la finitura, mentre il materiale passa dallo strato fresco alla superficie decorativa definitiva.



