Che colori sceglieva Caspar David Friedrich per i suoi paesaggi?
I paesaggi di Caspar David Friedrich non colpiscono per i colori vivaci. Al contrario, trasmettono una sensazione di silenzio, con cieli freddi, alberi spogli e montagne che sembrano dissolversi nella foschia. La sua tavolozza era volutamente essenziale.
Tra i pigmenti che usava più spesso spicca il Blu di Prussia, ideale per costruire cieli profondi e lontananze. Accanto trovavano posto ocre, Terre di Siena e Terre d’ombra, impiegate per rocce, sentieri e tronchi, senza mai appesantire la scena.
I verdi erano quasi sempre smorzati. Friedrich preferiva ottenere tonalità naturali mescolando terre e blu, evitando colori troppo brillanti. Per la neve, le nuvole e gli effetti di luce ricorreva al Bianco di piombo, capace di creare passaggi morbidi e luminosi.
Anche il nero veniva usato con misura. Più che creare forti contrasti, serviva a definire i profili degli alberi, delle croci o delle figure umane che spesso appaiono di spalle davanti al paesaggio. Osservando le sue opere si ha l’impressione che i colori siano trattenuti. È una scelta precisa: Friedrich preferiva una tavolozza discreta, capace di accompagnare la luce, la nebbia e le diverse stagioni senza mai diventare protagonista. Proprio questa sobrietà rende i suoi paesaggi immediatamente riconoscibili.



