Quali pigmenti caratterizzavano la pittura di Francisco Goya?

Francisco Goya

La tavolozza di Francisco Goya cambiò nel corso della sua carriera, ma alcuni pigmenti rimasero una presenza costante. Con pochi colori ben scelti riusciva a passare da scene luminose a dipinti cupi e intensi, senza perdere forza espressiva.

Tra quelli più utilizzati troviamo le ocre gialle, la Terra di Siena e la Terra d’ombra, indispensabili per gli incarnati, gli abiti e gli sfondi. Il Bianco di piombo gli permetteva di creare luci brillanti e di schiarire le mescolanze senza renderle fredde. Per i rossi ricorreva spesso al vermiglione e alle lacche, capaci di dare vivacità ai dettagli e profondità alle velature.

Anche il Blu di Prussia compare in molte opere, soprattutto dopo la sua diffusione nel Settecento. Era un pigmento intenso e stabile, adatto sia ai cieli sia alle ombre. Accanto al blu non mancavano mai i pigmenti neri, come il Nero d’ossa e il nero carbone, fondamentali per costruire i forti contrasti che caratterizzano molte delle sue composizioni.

Negli ultimi anni della sua vita la tavolozza si fece più sobria. Nelle celebri Pitture Nere le terre, i neri e pochi tocchi di colore dominano quasi completamente la scena, contribuendo a creare quell’atmosfera drammatica che rende queste opere immediatamente riconoscibili.

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