Da quanto tempo si conosce e si utilizza il Verde Brentonico?

pigmento Verde Brentonico

Il Verde Brentonico ha una storia molto antica. Le terre verdi a base di celadonite erano già utilizzate nella pittura murale in epoca romana e alcuni studi condotti su affreschi dell’area trentina hanno collegato questo pigmento ai giacimenti del Monte Baldo.

La storia delle vere e proprie miniere di Brentonico è invece documentata con maggiore precisione dalla fine del Cinquecento. In Val Aviana, nelle zone del Trett e dei Pianeti, la terra verde venne estratta in quantità sempre maggiori e successivamente commerciata non soltanto in Italia, ma anche in altri paesi europei e, più tardi, in America.

Tra Seicento e Ottocento questa attività divenne una piccola ma importante economia della montagna. Famiglie locali come gli Eccheli e i Baisi furono direttamente legate allo sfruttamento delle miniere. L’estrazione continuò ancora nel Novecento: Domenico Andreolli, ricordato come l’ultimo cavatore della Val Aviana, lavorò la terra verde fino al 1947.

È quindi un pigmento particolare: nasce da un giacimento alpino circoscritto, ma il suo utilizzo attraversa secoli di pittura murale. Proprio questa continuità ha fatto sì che il Verde del Monte Baldo sia rimasto conosciuto anche con i nomi di Verde di Brentonico e Verde di Verona.

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