Da quanto tempo si conosce e si utilizza il Blu Oltremare?

Blu oltremare terra

Il lapislazzuli è conosciuto da migliaia di anni: veniva estratto nelle miniere del Badakhshan, nell’attuale Afghanistan, già dal III millennio a.C. e commerciato verso Mesopotamia, Egitto e altre regioni. Ma usare la pietra come oggetto o decorazione è una cosa diversa dal ricavarne il vero pigmento Blu Oltremare.

La preparazione dell’Oltremare naturale come pigmento raffinato è documentata con sicurezza dal Medioevo. Dal XIII secolo troviamo il procedimento con cui il lapislazzuli macinato veniva impastato con cera, resine e oli per separare la lazurite blu dalla calcite, dalla pirite e dagli altri minerali della pietra. Era un lavoro lungo e costoso, e per questo nell’Europa medievale e rinascimentale l’oltremare naturale diventò uno dei pigmenti più preziosi della tavolozza.

Questa situazione cambiò nell’Ottocento. Nel 1826 il francese Jean-Baptiste Guimet riuscì a produrre artificialmente un pigmento molto simile alla lazurite naturale; dal 1828 il Blu Oltremare sintetico iniziò a essere venduto agli artisti. Nello stesso periodo anche Christian Gmelin sviluppò un procedimento analogo in Germania. 

Da allora il pigmento sintetico ha quasi completamente sostituito quello ricavato dal lapislazzuli: è molto meno costoso, più uniforme e facilmente disponibile.

Oggi, quando acquistiamo un normale Blu Oltremare, troviamo quasi sempre il sintetico PB29. Il vero oltremare naturale continua invece a essere prodotto in piccole quantità ed è destinato soprattutto al restauro, alla ricostruzione di tecniche storiche e a lavorazioni particolari dove si vuole utilizzare il pigmento originale.

Per Approfondire il Tema