Da cosa dipende il colore blu del Blu Oltremare?
Nel Blu Oltremare naturale il colore dipende dalla lazurite, il minerale blu presente nel lapislazzuli. All’interno della sua struttura cristallina sono presenti particolari specie dello zolfo, che assorbono alcune lunghezze d’onda della luce e fanno apparire il materiale di quel blu profondo e leggermente violaceo tipico dell’oltremare.
Nel pigmento naturale la lazurite non è mai completamente sola: restano piccole quantità di calcite, pirite e altri silicati presenti nella pietra. Per questo il Blu Oltremare ricavato dal lapislazzuli ha particelle irregolari e può mostrare una profondità e una trasparenza leggermente diverse da una qualità all’altra.
Il Blu Oltremare sintetico, quello che oggi troviamo normalmente in commercio, riproduce invece artificialmente una struttura molto simile. Viene preparato partendo da materie prime come argilla, silice, carbonato o solfato di sodio, zolfo e carbone, che vengono miscelate e portate ad alte temperature, intorno ai 750 °C, in condizioni controllate. Durante la cottura si forma il reticolo di alluminosilicato che intrappola le specie dello zolfo responsabili del blu.
Il risultato è chimicamente molto vicino al pigmento naturale, tanto che entrambi sono classificati come PB29, ma il sintetico ha particelle più fini e regolari e un colore generalmente più uniforme.
Quindi il blu nasce in entrambi i casi dallo stesso principio: zolfo racchiuso nella struttura dell’alluminosilicato. La differenza è che nel lapislazzuli questa struttura si è formata naturalmente nella roccia, mentre nell’oltremare moderno viene ricreata in forno.



