Quante mani di tonachino bisogna applicare?

Tonachino san tommaso su parete

In genere si lavora con due mani, perché la prima serve a creare una base continua e la seconda permette di costruire meglio l’aspetto finale della superficie.

La prima mano non deve necessariamente essere perfetta dal punto di vista estetico. Serve soprattutto a uniformare il fondo e a distribuire il materiale in modo regolare. Una volta asciutta, crea la base sulla quale si può lavorare con maggiore controllo.

La seconda mano è quella in cui entra davvero in gioco la finitura: può essere lasciata più materica, compattata con il frattazzo, lamata oppure lavorata in altro modo. Spessore, pressione della mano e momento in cui si torna sulla superficie incidono molto sul risultato.

Non conviene cercare di ottenere tutto con una sola passata molto carica. Uno spessore eccessivo può rendere più difficile la lavorazione e aumentare il rischio di irregolarità o cavillature.

Il numero delle mani può comunque cambiare in base al tipo di tonachino, alla granulometria e al fondo. Su una parete ben preparata due passaggi sono spesso sufficienti; su supporti particolari può essere necessaria una preparazione più accurata prima ancora di iniziare con il rivestimento.

Con il tonachino, quindi, conta meno “quante mani” in senso assoluto e molto di più come vengono costruiti e lavorati i singoli strati.

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