Come protegge una superficie a calce la cera d’api?

cera d'api naturale per calce

La cera d’api crea sulla finitura un sottilissimo strato protettivo idrorepellente. Non sigilla completamente la parete, ma riduce la velocità con cui acqua, sporco e sostanze grasse vengono assorbiti dalla superficie.

Su marmorini, stucchi e tonachini ben compattati questo effetto è particolarmente evidente. La cera penetra in parte nei pori più superficiali e, dopo la lucidatura, rende la finitura più chiusa e più facile da mantenere pulita.

La protezione dipende molto dalla quantità applicata. Uno strato sottile, ben distribuito e lucidato, migliora la resistenza superficiale senza creare accumuli. Troppa cera, invece, può lasciare aloni, zone appiccicose o differenze di brillantezza, soprattutto su fondi molto assorbenti.

La cera modifica anche il modo in cui la luce viene riflessa. Può intensificare leggermente il colore e rendere più evidente la profondità tipica delle finiture a calce lavorate a spatola.

Non va però considerata un’impermeabilizzazione vera e propria. In presenza di acqua continua, come all’interno di una doccia, una normale ceratura non è sufficiente. È più corretto considerarla una protezione superficiale rinnovabile, utile per rendere una finitura a calce meno delicata nell’uso quotidiano.

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