Vivere in città significa abituarsi a molte cose: traffico, rumore, poca ventilazione, palazzi vicini, finestre che spesso restano chiuse per molte ore. Nelle case di città l’aria cambia meno rispetto alle case di campagna o di montagna, semplicemente perché si aprono meno le finestre e perché fuori spesso l’aria non è migliore di quella che c’è dentro. Per questo motivo, negli appartamenti in città, i materiali che si usano dentro casa diventano ancora più importanti. Pareti, mobili, pavimenti, tessuti, detergenti: tutto contribuisce all’aria che si respira ogni giorno. Non è una cosa a cui si pensa spesso, ma negli ambienti chiusi l’aria è molto influenzata dai materiali interni. È proprio in questo contesto che le pitture fotocatalitiche diventano particolarmente interessanti. Non perché risolvano tutti i problemi, ma perché lavorano lentamente nel tempo proprio sulle superfici più grandi della casa, cioè le pareti.
Sfruttare l’Effetto Fotocatalitico in Città
Una “Tecnologia” Adatta Ai Contesti Urbani
La pittura fotocatalitica funziona grazie alla luce. Questo è il primo punto da capire. Quando la luce colpisce la superficie della parete, si attiva la reazione fotocatalitica e la superficie inizia a interagire con alcune sostanze presenti nell’aria e sulla parete stessa. Negli appartamenti in città spesso le pareti ricevono luce per molte ore al giorno, anche se non ci si fa caso. Non serve il sole diretto tutto il giorno, basta la luce naturale o anche la luce artificiale. Questo significa che in un appartamento urbano le superfici possono restare attive per molte ore ogni giorno.
C’è poi un altro aspetto importante. In città l’aria esterna non è sempre pulita, quindi spesso si tende a tenere le finestre chiuse, soprattutto in inverno o nelle zone molto trafficate. Questo però significa che l’aria dentro casa resta la stessa per molte ore. In queste situazioni avere superfici che lavorano lentamente sull’aria può avere più senso rispetto a case molto ventilate. È un lavoro lento, questo va sempre ricordato. La pittura fotocatalitica non cambia l’aria in un giorno. Però lavora tutti i giorni, per anni, sulla superficie delle pareti. Ed è proprio questa continuità che la rende interessante negli ambienti urbani, dove l’aria interna dipende molto dai materiali presenti dentro casa.
Com’è Fatta la Vernice Fotocatalitica
Una Pittura Naturale e Minerale
Arrivati a questo punto vale la pena parlare della pittura in sé, perché spesso quando si sente parlare di pittura fotocatalitica si immaginano prodotti strani o difficili da usare. In realtà, dal punto di vista pratico, si usa quasi come una pittura murale normale. L’aspetto è quello di una normale pittura bianca opaca, senza effetti particolari. Si applica con rullo o pennello, come una normale idropittura. Anche la preparazione del fondo non è diversa: il supporto deve essere pulito, asciutto, senza polvere e con un assorbimento regolare. In questo senso, per chi è abituato a pitturare, non cambia molto.
Una delle cose che si notano subito è che queste pitture di solito non hanno odore o hanno un odore molto leggero, perché non contengono solventi e non contengono resine sintetiche come molte pitture industriali. Questo è già un aspetto importante, soprattutto in ambienti dove si vive subito dopo aver pitturato. La differenza vera non si vede dall’aspetto, ma dalla composizione. Le pitture fotocatalitiche sono in genere pitture minerali, spesso a base di calce o leganti minerali, a cui viene aggiunto biossido di titanio. Questo materiale è quello che permette l’effetto fotocatalitico quando la superficie viene colpita dalla luce. In generale la composizione di una pittura fotocatalitica è abbastanza semplice e spesso comprende:
- acqua
- calce o leganti minerali
- carbonati di calcio
- biossido di titanio
- cellulosa o addensanti naturali
- cariche minerali
Se si guarda la composizione, si nota che spesso è più semplice di molte pitture industriali, che contengono resine acriliche, plastificanti, conservanti, additivi e altri componenti chimici. Dal punto di vista della durata, una pittura fotocatalitica si comporta come una pittura minerale: resta traspirante, non crea una pellicola plastica e con il tempo si integra con il supporto. Non è una pittura super lavabile come alcune pitture sintetiche, ma non nasce per quello. Nasce per creare una superficie minerale attiva e traspirante.
Ed è proprio questa combinazione che la rende interessante negli appartamenti in città: una pittura minerale, traspirante, senza odori e con una superficie che nel tempo interagisce con l’aria. Non è una soluzione miracolosa, ma è una soluzione sensata, soprattutto negli ambienti urbani dove l’aria interna è un tema sempre più importante.
La Vernice Fotocatalitica in Città
Una Scelta Sempre Più Diffusa nella Bioedilizia Urbana
Negli ultimi anni la pittura fotocatalitica viene utilizzata sempre più spesso in progetti di bioedilizia, ristrutturazioni di qualità e interventi urbani dove si presta molta attenzione ai materiali e alla qualità dell’aria interna. Questo però non significa che sia una soluzione riservata solo a grandi progetti o edifici particolari. Anzi, forse ha ancora più senso negli appartamenti normali di città, dove si vive tutti i giorni, spesso con le finestre chiuse per molte ore e con un ricambio d’aria limitato. In questi ambienti le pareti diventano superfici molto importanti, perché restano a contatto con l’aria per anni.
La pittura fotocatalitica, oltre a essere una pittura minerale con pochi ingredienti e senza resine sintetiche, aggiunge anche una superficie che lavora lentamente nel tempo quando viene colpita dalla luce. Non è una soluzione miracolosa e non sostituisce il ricambio d’aria, ma è una scelta sensata per chi vuole migliorare l’ambiente in cui vive partendo proprio dalle superfici più grandi della casa.
Per chi vive in città e deve comunque pitturare casa, scegliere una pittura fotocatalitica invece di una pittura industriale tradizionale può essere un piccolo cambiamento che, nel tempo, contribuisce a rendere l’aria della casa più neutra e l’ambiente più naturale. A volte migliorare la casa non significa aggiungere cose, ma scegliere meglio i materiali che fanno già parte della casa, come le pareti.



